LORENZO SARTINI
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TRADOTTI

ECOLOGIA, ECOLOGIA UMANA E PSICOLOGIA SOCIALE


(L’articolo riprende una lezione tenuta da Enrique Pichon-Rivière il 22/01/1969 per gli studenti della Escuela Psicología Social de Tucumán ed è stato tradotto dallo spagnolo da Lorenzo Sartini)


 
Oggi cercherò di esporre un primo approccio su una scienza relativamente nuova, in realtà un nuovo campo per la ricerca in psicologia o in sociologia: l’ecologia umana. Considero che sia molto importante per voi, per la zona in cui vivete, dove arriva gente da altre regioni in cerca di lavoro, ma anche da cui molta gente se ne va, in cerca di lavoro, per i grandi cambiamenti che sta subendo l’economia di Tucuman.
Faremo una conversazione sull’ecologia. Storicamente è nuova, giacché la sua denominazione si deve a Haeckel, uno scienziato tedesco della metà del secolo scorso. Egli definisce l’ecologia come la scienza che studia le interazioni a tuti i livelli della natura. La natura in sé, l’uomo in quanto parte della natura, ogni tipo di animale e vegetale che appartiene anch’esso alla natura; i suoi studi iniziano con l’ecologia animale, in cui analizza le affinità e le contraddizioni esistenti in alcune specie animali, in termini di aiuto o eliminazione, e la gestione da parte dell’uomo per ottenere tale interazione.
Lo sviluppo dell’ecologia è parallelo a quello della teoria della Gestalt, nel senso di prendere tutti gli elementi del campo e della persona. L’ecologia affronta la natura come sistema di interazioni tra regno animale e vegetale. All’interno dell’ecologia generale, considera quella umana e quella animale con loro caratteristiche determinate, in base al terreno. Ritiene che le interazioni tra uomo e natura diano come risultato la cultura di una zona determinata, ed è qui che introduciamo il termine “cultura”.
In sociologia o in antropologia si tende a considerare cultura, o caratteristica della cultura, gli elementi materiali, sociali e simbolici che integrano una situazione. A poco a poco l’ecologia si estende e si intreccia con la sociologia sotto molti aspetti, poiché definisce come fattore principale il lavoro di interazione, che è il tema della psicologia sociale e di molti aspetti della sociologia, dell’economia e della storia; si tratta di uno studio integrale del vincolo in rapporto a tutta la natura.

Domanda: che cosa vuol dire ecologia?
Risposta: Ecos = relazione; logos = scienza, trattato di. È una parola greca.
Vale a dire, collocato un oggetto nella natura, studiare tutte le interazioni con l’ambiente animale, vegetale; studia tutta la sociologia contadina, quella rurale, anche quella urbana, e si tratta di fare una correlazione tra la popolazione urbana e quella contadina. Consideriamo che fra i due settori sociali come quello contadino e quello urbano, il primo appare, ad un primo sguardo, con un’ideologia più conservatrice e più resistente nell’accettare certi cambiamenti, mentre potremmo dire che il secondo è più “aperto al cambiamento”, più predisposto ad alcuni cambiamenti. Considerando la ragione di fondo socioeconomica che spiega la comparsa e l’esistenza delle “villas miseria” [città della miseria, baraccopoli, ndt], dal nostro approccio psicosociale osserviamo come quella formazione risponderebbe anche ai timori che l’uomo di campagna nutre nell’affacciarsi alla città (che da parte sua lo rifiuta). Quindi, si “rinchiude” e si “trincera” intorno ad essa, proprio per il rifiuto della cultura urbana. Siccome la sua cultura contadina lo ha familiarizzato con la campagna, con le vicissitudini della campagna, con l’allevamento degli animali e con gli strumenti della sua regione (cioè, con l’aratro e non con il tornio, che è uno strumento urbano), con il suo trasferimento perde una parte della sua capacità di lavoro. Ossia, un livello di spiegazione è: ha paura del cambiamento per paura di penetrare nella città, perché vive la perdita della sua situazione precedente; si sente impotente per il cambiamento sperimentato.

Aveva raggiunto la sua identità precedente in una regione non molto popolata; nella sua piccola città (il suo villaggio) era conosciuto da tutti. Quanto meno popolata è l’area (denominiamo area in ecologia, il luogo di lavoro), maggiore è la forza dei suoi vincoli, della sua appartenenza e della sua identità. Mentre in una città come Buenos Aires, che ha una carattere di area molto popolata, la densità demografica deve mettere in crisi l’identità perché nessuno lo conosce. Quanto più multiforme è l’habitat, tanto più si sente debole perché non conosce il “mestiere urbano”.

Domanda: che importanza ha il fatto che i villaggi vengono formati con persone dello stesso luogo?
Risposta: si raggruppano come difesa e, attraverso il folklore, ricreano una certa integrazione, ma nel luogo scelto per il villaggio, non per la città. Al contrario, ci sono persone che vivono nella città (le impiegate domestiche, per esempio) e vanno nei villaggi, alle feste del villaggio perché lì suonano zambas, chamamés, musica regionale e poi si raggruppano. Lì riacquistano la loro particolare identità attraverso la musica, un certo abbigliamento…
Qui a Tucuman è così?

Alunno: Sì, in questi ultimi anni si son formati villaggi nella cintura periurbana per le famiglie che sono state spostate dai loro luoghi a causa della chiusura degli zuccherifici; molti lo fanno come passaggio precedente per recarsi a Buenos Aires in cerca di lavoro perché neppure qui lo trovano.

L’ecologia umana praticamente incorpora tutti gli aspetti della sociologia e della psicologia sociale, e comprende i metodi e i suoi schemi di riferimento per creare una scienza che possa essere definita come “il rapporto dell’uomo o del gruppo o di una comunità con i mezzi che lo circondano, siano essi di produzione o mezzi naturali”. Vale a dire che c’è un rapporto molto stretto tra uomini e mezzi, non intendendo mezzi come parzialità ma come totalità; e che influenza fortemente sulla psicologia di alcune aree che possono essere studiate separatamente. Si è iniziato a lavorare in ecologia animale e si è arrivati all’ecologia umana, ma non si è passati da lì all’“ecologia umana interna”.
Questo è il passaggio che abbiamo fatto noi, considerando il mondo interno, il gruppo interno del soggetto come riproduzione di situazioni o vincoli non solamente umani ma extra-umani: il rapporto con le cose, per esempio, o con oggetti sostitutivi in alcuni casi, oggetti di appartenenza, e che sono profondamente incorporati nella nostra mente agendo come direzioni di affiliazione o di appartenenza. L’ecologia umana, in generale, è l’ecologia esterna nella quale si studiano, in termini di causa ed effetto, le correlazioni esistenti tra le zone che hanno laghi, fiumi, montagne, con mentalità differenti, che mettono l’accento sull’evento esterno. È davvero molto vicino a ciò che aggiungiamo noi, perché il mondo interno è alimentato permanentemente e dialetticamente attraverso un intergioco, un’interazione fra individuo e ambiente. Ma prima la parola “ambiente” era molto astratta, non poteva significare ciò che rappresentava.

Ossia, siamo capaci di internalizzare cose e quelle cose dentro di noi agiscono in forma di ricordo, di affetto o di connessione o interazione nel nostro mondo interno, [rendendolo] più ricco. E lì troviamo il folklore, per esempio, come una delle prime manifestazioni di quel vincolo che viene stabilito con le cose, più che con l’individuo che le fa o le esprime. L’ecologia umana è una scienza che si vincola con la geografia umana, per esempio, perché studia, dal punto di vista umano, la geografia come un luogo di azione. L’ecologia è interessante anche dal punto di vista militare per lo studio del terreno, della situazione e per lo studio della logistica che è la valutazione dei mezzi di attacco, delle difficoltà esterne espresse in termini di risorse umane o di oggetti. Ovvero, il “campo di battaglia” determina una strategia differente, una tattica e una ecologia. Per esempio, la psicologia sociale, con cosa contribuisce a questa comprensione? Contribuisce ad ogni teoria dell’interazione con la teoria dei gruppi, la teoria dei ruoli, degli status e delle leadership regionali. L’ecologia si vincola anche con l’architettura; un termine ecologico, come habitat, proviene proprio da quella scienza.
Habitat – che significa “dimora” – ci porta a considerare gli effetti che esercita sul tipo di vita la localizzazione degli abitanti, il tipo di abitazione. Tutto ciò che è incorporato nella nostra infanzia opera come segno differenziale, che sia di una classe o che sia di uno status sociale determinato.

L’ecologia prende anche gli elementi dell’urbanistica, che è la scienza che studia le relazioni e il confort di cui la città può dotarsi. Si tratta di un'intera area della scienza del territorio che sta gradualmente diventando il compito principale dello psicologo sociale o del sociologo. Per esempio, per indagare la psicologia dell’uomo in un’area determinata, studia il tipo di urbanizzazione che ha raggiunto, le origini dell’urbanizzazione, poiché l’urbanizzazione di una città è un fatto dinamico che cerca li massimo confort all’interno di un’area determinata con il massimo di economia. Ci troviamo così in un grande campo che si chiama Ecologia umana e che ha rami e sotto-rami. Il suo proposito è di studiare tutte le attività umane condizionate dall’interazione con l’ambiente. Questo ambiente viene chiamato habitat da un approccio psicologico dell’abitazione, per esempio, ciò che prova il soggetto in una determinata casa. In questo senso, le caratteristiche dell’habitat per il lavoro sono molto importanti ai fini dello sviluppo dei compiti; lì, la Psicologia del Lavoro ha un campo di ricerca. Per esempio, l’ambiente in cui il soggetto lavora viene studiato per raggiungere la massima efficienza e qui l’Ecologia contribuisce con una pianificazione speciale, dinamica, dei locali dove abitano i dipendenti di un’azienda.

Come vedete, l’ecologia umana è una disciplina che sta gradualmente ampliando il suo campo e sta configurando un campo interdisciplinare. Prendiamo ora alcune definizioni che ci fornisce il Dizionario di Sociologia; segnerò i punti che ci interessano di più perché, generalmente, è lo studio dell’interazione e della relazione fra persone, ma c’è anche l’interazione fra persone e cose, fra il territorio specifico e le persone, fra i tipi di produzione e le persone. E vediamo, in ognuno di essi, un tipo di comunità che deve rispettare due tipi di relazione che si stabiliscono: 1) con l’essere prossimo, la prossimità, e 2) con l’essere vicino si instaura una relazione umana che è la similarità, il simile.  Si può essere prossimi e non simili, e queste sono relazioni che si stabiliscono nel commercio, nella famiglia, ecc.

“Studio delle relazioni fra gli organismi in base alle regioni in cui vivono, habitat. In particolare, in ambito tipologico, è lo studio dell’adattamento delle culture umane al loro ambiente geografico”.
Qui, abbiamo il primo contesto che segnala il grado di adattamento all’ambiente in cui vivono. Questo fenomeno dell’adattamento a volte è stato studiato con criteri errati. Per esempio, nelle situazioni personali, un adattamento passivo può dar luogo ad una serie di malintesi: a volte, un soggetto dà l’impressione di essere adattato per poter essere tollerato, poiché chi protesta contro la sua situazione in genere ha una cattiva sorte. Quest’altra definizione dice che si tratta di una branca dell'antropogeografia: "L’ecologia umana, branca specifica che tratta dei rapporti reciproci fra l’uomo e l’ambiente. […] nell’ambito delle scienze sociali comprende la geografia umana, lo studio delle relazioni reciproche dirette tra individui o gruppi e il loro ambiente fisico”.

È questa, infatti, la definizione più caratteristica, in cui si afferma: "L’ecologia interazionale studia le configurazioni spazio-funzionali che nascono e cambiano in particolari aree attraverso un processo di interazione ecologica”.

Vale a dire che il cambiamento sociale che vi avviene si realizza attraverso un processo di interazione ecologica in base a quanto abbiamo visto prima: il luogo di abitazione, i costumi, la produzione.
“L’ecologia sociale è una branca della scienza che si occupa della struttura spazio-funzionale delle aree di insediamento umano e della distribuzione spaziale dei complessi sociali e culturali, fenomeni che nascono e si modificano come risultato di processi di interazione sia sociale che ecologica”.

Qui studia fondamentalmente l'interazione ecologica come interazione totale, da residenza a residenza, l'unità che viene qui definita spazio-funzionale, lo spazio come casa e la funzione dei soggetti che si trovano in luoghi determinati e che svolgono una determinata funzione. Questo coincide con il concetto di comunità. Non dobbiamo dimenticare l'aspetto economico, che è molto importante, perché si tratta in effetti di strutture spazio-temporali ed economiche in termini di produzione e consumo... Tutta questa materia riguarda profondamente la Psicologia sociale, mentre l'Ecologia riguarda l'interazione tra le persone, tra industrie, tra l'ambiente e l’agricoltura... La psicologia sociale si nutre di queste linee di ricerca e sviluppa nuove prospettive, come lo studio della psicologia sociale contadina, finora così poco sviluppata.



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